In Val di Muggio per vivere la missione
Mentre scrivo ho di fronte a me un piccolo foglio di carta su cui è tracciato lo schema “geografico” della Valle di Muggio che preparò don Ministrini per p. Luigi e per il sottoscritto. Eravamo seduti nel suo Ufficio a Balerna, probabilmente nel mese di novembre 2014 e ci stava chiedendo di dare una mano per il servizio ministeriale in Val di Muggio. Ricordo ancora oggi l’entusiasmo di p. Luigi e mio di fronte alla sua proposta.
La prima messa da noi celebrata in Valle fu a Caneggio dove da subito fummo colpiti dalla bellezza e dall’ordine che regnava in chiesa. E, insieme, fummo felicemente presi dalla presenza di una famiglia che con i suoi otto bimbi rendeva viva e vivace la preghiera.
Iniziammo così il nostro ministero in Val di Muggio e, a motivo di altri impegni a Tavernerio, si creò un tacito accordo tra noi due: il sottoscritto si sarebbe particolarmente dedicato alla parte alta della Valle, nel giorno di sabato mentre p. Luigi avrebbe celebrato di domenica dove di fatto il calendario risultò prevedere le chiese della parte iniziale della valle; e, comunque, come di fatto avvenuto, sempre disposti a a cambiare programma e aiutarci l’un l’altro.
Un ricordo molto intenso, anche perché non capitò mai più, risale alla vigilia del Natale del 2014, quando accompagnai p. Luigi a Scudellate per la S. Messa. Lungo la strada, poco dopo Muggio, in mezzo alla strada incontrammo un cervo molto grande che ci guardò con attenzione prima di spostarsi sul ciglio della stradae sparire nel bosco.
Credo che il motivo della mia gioia per il servizio reso in Valle sia dato dal fatto che in Val di Muggio mi sono riscoperto ancora missionario, come quando nel Sud del Bangladesh, a Shelabunia, luogo in cui la terra ferma si mischia coi fiumi del delta del Golfo del Bengala, svolgevo i miei primi passi nel servizio missionario. Con una piccola motoretta, una Honda 50, ogni sabato e domenica partivo alla volta dei diversi villaggi cristiani per la celebrazione della S. Messa. Non tutti erano raggiungibili via terra; a volte dovevo caricare la motoretta su barchette a motore o a remi, cavalcando la moto e rimanendo in equilibrio anche per il tempo necessario a raggiungere l’altra sponda dei diversi fiumi.
Raggiungevo così ogni week end le diverse comunità cristiane dove venivo accolto da una folla di bambini felici di vedere il missionario. Anche se un po’ più giovani e chiassose, si trattava di piccole comunità, come qui da voi, simili e unite dal clima familiare e fraterno e dalla stessa fede in Gesù.
Come grande amante della natura, della montagna e dei suoi incantevoli paesaggi sono rimasto come incantato e affascinato dai panorami sempre nuovi della Val di Muggio. Come una sorta di lungo serpentone la valle, aiutata dal passare delle stagioni, mi ha svelato continuamente monti da ammirare, scorci e prospettive sempre nuovi, per la gioia dei miei occhi.
Inoltre va detto che ci siamo sentiti ben accolti da tutti voi, a partire dai piedi della valle fin sù a Scudellate. Gente sobria, discreta, tenace e fedele, con caratteristiche diverse a seconda dei posti. Gente di località diverse e, comunque, unita da molte costanti comuni: la stessa fede solida e convinta, la cura del canto liturgico e della propria chiesa, la fedeltà alle proprie tradizioni religiose e culturali.
Chissà come mai ma mi ritorna alla mente il libro dell’Apocalisse là dove Giovanni scrive alle sette chiese dell’Asia. Forse perché anche in Valle di Muggio abbiamo incontrato sette comunità. Nell’ultimo libro della Bibbia l’autore si indirizza loro per richiamarle ciascuna su aspetti precisi in cui rinnovarsi.
Rubo la stessa immagine e, rimescolando i nomi delle comunità che abbiamo incontrato, da Sagno a Caneggio, da Morbio Superiore a Scudellate, da Bruzella a Muggio e a Cabbio, in ordine sparso, vorrei elencare alcuni aspetti propri di ogni comunità lasciando a ciascuno di scoprire quello che sembra essere quello della sua comunità.
Come dicevo “in ordine sparso” tra i tanti doni ammirati e gustati, ho apprezzato la gioia dei bimbi, la bellezza del canto, la cura della chiesa, l’allegria degli avvisi finali, l’attenzione nella celebrazione, la bellezza delle processioni, la semplicità delle preghiere, il repertorio di canti assai unico, i vostri appuntamenti insieme etc.,
Con p. Luigi abbiamo avuto occasione di ringraziarvi in modo ufficiale quando a Luglio dello scorso anno, a Bruzella, abbiamo celebrato una S. Messa tutti insieme parlando della nostra famiglia missionaria e del nostro impegno nel mondo. Il grazie di allora continua oggi mentre vi accompagniamo con amicizia e con la nostra preghiera. Siamo felici che abbiate trovato in don Orlando un pastore che “preso da lontano” si sta segnalando per il suo grande cuore e il suo servizio generoso. Noi rimaniamo disponibili a camminare ancora con voi, magari quando necessario, sicuri che, il servizio tra voi, ha fatto tanto bene anche a noi. P. Filippo e p. Luigi
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